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Blansko
Blansko, con una popolazione di circa 21.000 abitanti, è un importante centro turistico ed industriale della Repubblica Ceca, situato nella parte sud-orientale della nazione, adagiato sul fiume Svitava, 30 km a nord di Brno. Dista dalla capitale Praga 232 km.
Praga
Diventato ufficialmente città nel 1905, nel 2005 ne ricorre il centenario e per l'occasione sono stati organizzati grandi festeggiamenti con la presenza qualificante del Presidente della Repubblica Ceca Václav Klaus.
Storia
I primi scritti riguardanti Blansko risalgono al 1141, quando viene citata la presenza nella zona di un castello attorno al quale si sviluppò in seguito un borgo medievale, mentre le prime tracce della cosidetta Blansko Nuova vengono datate la fine del '200.
Le due cittadine, separate dal fiume Svitava, prosperarono in completa autonomia una dall'altra, sia dal punto di vista amministrativo che economico, sino al 1526, anno in cui decisero di perseguire un cammino comune. Grazie a questa unione, nel 1580 Blansko assunse la qualifica di grossa borgata.
1580
Alla fine del Cinquecento iniziò il regno della stirpe degli Žalkovští di Žalkovice. Nel 1604 venne ricostruita la fortezza gotica che venne poi trasformata in castello rinascimentale.
Il possesso di Blansko passò alla famiglia dei conti Gellhorn di Slesia verso la fine del Seicento, la quale, nel 1698, diede inizio alla produzione metallurgica. Questa tradizione proseguì con la famiglia nobile di Salm-Reifferscheidt, che acquistò nel 1766 una grande parte di Blansko.
1766
Dalla prima metà dell'Ottocento si nota uno sviluppo della produzione metallurgica con un occhio particolare alla produzione di oggetti artistici in ghisa.
Nel 1896 la ditta praghese Breitfeld-Daněk acquistò il possesso delle ferriere.
Attorno al 1840 Blansko diventò centro della regione giudiziale in concomitanza con l'abrogazione dell'amministrazione patrimoniale e la riforma agraria.
La prosperità di Blansko accrebbe anche per la costruzione della linea ferroviaria Českà Třebová - Praga, che fu realizzata negli anni 1843 - 1849 a cura di una ditta italiana, la "Talachini".
italia
Grazie alla continua espansione demografica ottenne nel 1905, grazie ad un decreto dell'imperatore Francesco Giuseppe, la promozione a città, divenendo infine capoluogo di provincia nel 1949.
Al giorno d'oggi conta circa 22.000 abitanti ed è chiamata "Porta d'ingresso del Carso Moravo", uno dei più importanti complessi di grotte sotterranee aperte al pubblico. La principale attrazione di questa zona è l'Abisso di Macocha con una profondità di ben 138 m.
Blansko moderna è orientata all'industria. In particolare nella produzione di turbine idrauliche in ghisa, di strumenti elettronici di misura e di meccanismi per l'industria tipografica.
Demografia attuale
Secondo il più recente censimento del 2001 la popolazione totale di 20.694 abitanti è composta
- uomini 10.050
- donne 10.644
Religione dichiarata
- Cattolici 5.909
- Ussiti 219
- Evangelici 116
- Atei 11.673
Nazionalità:
- Cechi 16.706
- Slovacchi 188
- Moravi 3.063
- Altra nazionalità 51
Popolazione per fasce di età
- Minori di 15 anni 3.259
- Tra 15 e 59 anni 13.480
- Oltre 60 anni 3.852
Personalità nate a Blansko
- Ludvík Daněk - discobolo olimpionico.
- Yvetta Hlaváčová - nuotatrice.
- Martin Meluzín - hockeysta.
Gemellaggi
- Scandiano - (Reggio Emilia) dal 1964.
- Mürzzuschlag - Austria dal 1994.
- Gravenzande - Olanda dal 1994.
- Legnica - Polonia dal 2000.
- Komarno - Repubblica Slovacca dal 2005.
Collegamenti esterni
- [http://www.blansko.cz/ Sito ufficiale]
Categoria:Repubblica Ceca
PopolazioneLa popolazione è l'insieme degli individui intraspecifici di una data area considerata.
In geografia è il numero di abitanti di una località o regione.
Le caratteristiche numeriche dei sottoinsiemi (p.e. le etnie) possono far parte della descrizione della voce popolazione.
Eventuali variazioni di popolazione attraverso il tempo sono oggetto di studio della demografia.
La storia della popolazione mondiale
La popolazione del nostro pianeta ha raggiunto i 6 miliardi di abitanti nel 1999. Si suppone che la popolazione della terra sfiorerà gli 8 miliardi entro il 2025. In realtà, non è possibile prevedere con sufficiente esattezza quali mutamenti economici, sociali e culturali si verificheranno nel mondo nel lungo periodo.
La crescita della popolazione è caratterizzata da ritmi molto elevati negli ultimi due secoli, e solo negli ultimi decenni ha rallentato (o si è quasi arrestata) nei paesi sviluppati, e accenna a rallentare in alcuni fra i paesi meno sviluppati. In passato, la crescita è stata generalmente più lenta, ma ha comunque conosciuto dei cambi di velocità.
Non è facile ricostruire con esattezza la storia della popolazione mondiale. Oggi, in quasi tutti i paesi del mondo si svolgono più o meno regolarmente (in Italia, a partire dal 1861, ogni dieci anni) dei censimenti della popolazione, che i governi organizzano con grande impegno. Tuttavia, ancora oggi, non dappertutto i censimenti si svolgono con la necessaria regolarità. Per esempio, ci sono paesi nei quali non vengono eseguiti perché un gruppo dominante religioso, etnico, linguistico, sociale vuole nascondere il fatto che un altro gruppo è cresciuto di più, e potrebbe quindi avanzare delle rivendicazioni. Ma soprattutto, il censimento generale della popolazione, eseguito con metodi scientifici, è uno strumento moderno, che si è affermato negli ultimi due secoli (anche se non mancano illustri precedenti nella Roma antica o nell'impero cinese).
Una decisa ripresa, con l'inizio di un altro balzo, si ebbe verso la fine del Settecento. In poco meno di due secoli, fra il 1800 e il 1992, la popolazione del mondo si è quasi sestuplicata. Ma la crescita non è stata uguale per tutti i continenti. In Europa la popolazione è cresciuta di circa tre volte e mezzo; in Asia, di cinque volte; in Africa, di più di sei.
Le Americhe fanno storia a sé. Conobbero un pauroso declino demografico fra il Cinque e il Seicento, dopo la conquista europea, quando le popolazioni native vennero sterminate soprattutto dalle malattie arrivate dall'Europa. Ancora all'inizio dell'Ottocento, le Americhe non ospitavano più di 24 milioni di persone. Questa cifra si è moltiplicata per più di 30 in meno di due secoli, a causa dell'arrivo in America di coloni europei. In particolare l'America Latina è passata da 19 milioni di abitanti nel 1800 a 543 nel 2003.
La popolazione è distribuita in modo non uniforme sulla Terra
Quasi tutta l'umanità vive concentrata su poco più di un sesto delle terre emerse.
Alcuni fattori hanno condizionato in passato, e in parte condizionano ancora oggi, il popolamento.
Il primo fattore è la latitudine. In effetti, la distanza dall'Equatore porta verso le regioni a clima temperato e monsonico dove si concentra una buona parte dell'umanità. Sono le regioni in cui l'agricoltura si è sviluppata con buoni risultati fin dall'antichità. Verso i Poli, per il grande freddo, la popolazione diminuisce rapidamente.
Un secondo fattore è la distanza del mare e dei grandi corsi d'acqua. In tutti i continenti il popolamento è molto elevato lungo le coste dei mari e degli oceani, mentre diminuisce man mano che ci si allontana dalla costa e dall'acqua.
Un terzo fattore è l'altitudine. Il popolamento più fitto si trova nelle aree di pianura, mentre le montagne e gli altopiani elevati, freddi e di difficile coltivazione, hanno sempre respinto gli uomini.
Infine, gli insediamenti dipendono dalle risorse che ogni ambiente offre e che gli uomini sono in grado di sfruttare. In effetti, le steppe aride, i terreni gelati, i luoghi desertici e privi di vie d'acqua, i territori scarsi di risorse alimentari hanno in passato respinto gli uomini. Oggi il popolamento dipende, per le diverse forme che assume, anche dal grado di sviluppo economico delle varie aree del mondo.
Ragionando in modo molto semplificato, si può dire che il mondo sia diviso da una linea immaginaria, orizzontale, che separa le nazioni ricche ed evolute nel Nord e quelle povere e in via di sviluppo nel Sud della Terra. Le differenze nel livello di vita generano flussi migratori dai luoghi più miseri verso quelli più ricchi. Questo fenomeno accade anche all'interno di ogni stato, ricco o povero che sia: le popolazioni che tendono in genere a concentrarsi nelle aree urbane, abbandonando le campagne.
Dove la Terra è molto popolata
L'emisfero boreale è più popolato di quello australe. Però aree molto abitate si alternano ovunque ad aree poco popolate. La maggior densità demografica si trova in tre aree.
La prima è situata in Asia e si estende da un lato tra la pianura del fiume Indo e quella del fiume Gange includendo Pakistan, India e Bangladesh, dove vivono oltre un miliardo di persone; dall'altro lato sono intensamente popolate aree della Cina e del Giappone e, più a Sud, dell'Indocina e dell'Indonesia. In totale, l'area monsonica asiatica accoglie più della metà della popolazione mondiale. L'insediamento umano risale a migliaia di anni fa, quando si svilupparono antiche civiltà dedite alla coltivazione del riso, che ancora oggi è la risorsa alimentare di basa delle popolazioni asiatiche.
Una seconda area fittamente abitata è l'America Settentrionale dove, oltre che per il clima temperato e le favorevoli risorse ambientali, la popolazione è cresciuta per motivi storici derivanti sia dall'immigrazione europea sia dallo sviluppo industriale e urbano. La terza area è l'Europa lungo le coste del Mare del Nord e lungo l'asse del fiume Reno, ricco di risorse minerarie. L'Europa ha ospitato antiche civiltà fondate sulla coltivazione del grano e poi è stata la culla dello sviluppo industriale. Ci sono poi altre regioni ad alto popolamento, come la valle del Nilo, la costa del Brasile, le isole dei Caraibi.
Dove la terra è poco popolata
Ci sono spazi immensi dove gli uomini abitano poco o nulla. Si tratta di luoghi bellissimi, necessari all'equilibrio globale della Terra, ma inospitali. Però anche in queste zone vi sono insediamenti di popolazioni che hanno saputo convivere con le difficilissime condizioni di vita.
Le foreste tropicali, per esempio, hanno un clima caldo-umido, il suolo è invaso da una fittissima vegetazione spontanea e nelle vastissime paludi ci sono insetti che rendono l'ambiente malsano (zanzare portatrici di malaria, di febbre gialla ecc.). Tuttavia, anche in questo ambiente si sono insediate varie popolazioni, molte delle quali rischiano oggi l'estinzione per la distruzione del loro habitat provocata dallo sfruttamento delle risorse di quelle terre vergini.
Le zone aride e desertiche hanno piogge così scarse che i lunghi periodi di siccità rendono quasi impossibile l'agricoltura. Anche qui, tuttavia, sono riusciti a vivere popoli in grado di sfruttare le misere coltiazioni delle oasi e popoli nomadi, dediti alla pastoriazia e al commercio (come i Tuaregh del Sahara). Le zone montane offrono un habitat adatto all'uomo solo alle quote inferiori ai 2000 metri. Vi sono però popoli che vivono sull'altopiano del Tibet, in Asia, a più di 5000 metri di quota, testimoni, con i loro templi, di civiltà antichissime; inoltre, le popolazioni andine abitano gli altopiani della Cordigliera delle Ande a oltre 4000 metri di altezza.
Gli immensi spazi glaciali dell'Artide e dell'Antartide, fondamentali per la regolazione del clima della Terra, sono inospitali, anche se nelle regioni artiche del Canada, dell'Europa e della Groenlandia vivono le popolazioni Inuit e lappone, organizzate in piccole comunità dedite alla caccia e alla pesca.
Gli uomini si concentrano nelle città
La crescita delle città costituisce uno dei fenomeni più importanti della nostra epoca: in tutto il mondo la popolazione tende a concentrarsi negli insediamenti urbani e già oggi più di metà degli abitanti della Terra vive in città, mentre all'inizio del 1800 i cittadini erano solo 5 persone ogni 100.
Nei paesi sottosviluppati, la popolazione urbana cresce a un ritmo tre volte superiore rispetto ai paesi sviluppati. C'è però una grande differenza tra quanto accade nei paesi ricchi e in quelli poveri. Nei paesi ricchi l'urbanizzazione è frutto dello sviluppo: le città offrono posti di lavoro e un modo di vita per molti più interessante. Dove la società è più ricca ed evoluta si sta anzi delineando una tendenza contraria: attività industriali, aree commerciali e zone residenziali si spostano dalla città verso altri luoghi. È il decentramento urbano. Numerose fabbriche sono sorte in zone agricole, perché le reti telematiche e i trasporti veloci tendono ad annullare le distanze. In aree extraurbane, talvolta in aperta campagna, sono sorti grandi centri commerciali e insediamenti residenziali. Nei paesi poveri, invece, le grandi masse che si accalcano nelle sterminate periferie delle città, inseguono solo la speranza, spesso solo illusoria, di migliorare la propria esistenza.
Le grandi concentrazioni urbane
Si definisce metropoli quella città che estende la propria influenza a vaste regioni che la circondano: la metropoli di Houston, in USA, si estende per 1500 chilometri quadrati, quella di Pechino, in Cina, per 16000. Le metropoli hanno una popolazione elevata, spesso superano i 10 milioni di abitanti, e un'alta densità di abitanti (per esempio, 14000 abitanti per chilometro quadrato a Tokyo).
Diversa dalla matropoli è la conurbazione, che si è realizzata dove i centri urbani, con le proprie cinture di città satelliti, si sono congiunti senza perdere la propria identità e autonomia. La conurbazione è una configurazine territoriale più vasta e complessa di una singola città. Nelle regioni in cui diverse conurbazioni si sono saldate, si sono formate le megalopoli, costituite da serie di città di varie dimensioni, tra cui si allargano anche aree non edificate ricoperte di boschi e parchi, zone agricole dove si coltivano ortaggi e frutta destinati al consumo degli abitanti. Il territorio della magalopoli è molto articolato e alterna aree urbane a spazi agricoli, industriali, ricreativi.
La più grande megalopoli si è formata nel Nord-Est degli Stati Uniti, sulla costa atlantica, lungo l'asse Washington - Boston. Essa è lunga circa 600 chilometri, larga circa 200. Conta circa 50 milioni di abitanti, con una densità media di 300 persone per chilometro quadrato. Comprende altre importanti città come New York, Filadelfia, Baltimora: in totale 30 aree urbane.
La megalopoli chiamata "San San" da San Francisco a San Diego, si affaccia per 800 chilometri di lunghezza sulla costa dell'Oceano Pacifico, in California. La megalopoli di Chippitts, da Chicago a Pittsburgh, è disposta invece lungo i grandi laghi centrali. Una grande megalopoli è quella del Tokaido, in Giappone. Anch'essa è sorta lungo il mare e si sviluppa per circa 300 chilometri.
La città nei paesi sottosviluppati
Molte città dei paesi sottosviluppati hanno un'origine coloniale e furono fondate dagli europei dal nulla o sostituendo gli insediamenti precedenti. Queste città sorsero lungo le coste o sulle foci dei grandi fiumi perché servivano da punti di raccolta delle materie prime che provenivano dall'interno. Perciò le attività urbane si concentravano intorno alle funzioni del commercio e del trasporto delle merci. Nei centri cittadini abitavano gli europei, e alcune famiglie ricche locali associate alle attività dei conquistatori.
I centri storici sono quindi molto simili a quelli delle città europee, soprattutto nell'America Meridionale, dove giunse l'azione colonizzatrice della Spagna e del Portogallo.
Le città dei paesi sottosviluppati sono divise in due settori del tutto diversi. C'è il settore moderno, con alcuni grattacieli, sedi normalmente di banche o compagnie internazionali, strade ampie e intasate di traffico, alberghi di lusso per i turisti stranieri.
Nel settore tradizionale della città, invece, le casa sono malandate, pullulano gli artigiani, i lustrascarpe, i piccoli commercianti adagiati sugli scalini di qualche casa. Colori, odori, oggetti di ogni tipo si mescolano e la confusione è sempre grandissima. La pulizia delle strade è scarsa e le auto circolanti sono vecchie e scassate. La maggior parte della popolazione vive negli insediamenti abusivi che circondano l'area edificata centrale. Si tratta di costruzioni temporanee, innalzate dagli abitanti stessi e fatte con mezzi di fortuna: lamiere ondulate, cartone, legno, ferro, taniche di plastica. Mancano l'acqua corrente, le fognature, la scuola, i negozi alimentari; quasi sempre c'è però un televisore! Sono le baraccopoli che prendono nomi suggestivi: favelas in Brasile, callampas in Cile, villas miseria in Argentina, bustess in India. Queste periferie brulicanti sono estesissime e ospitano più di metà della popolazione urbano dei paesi sottosviluppati.
Le dinamiche demografiche
La Terra non è sempre stata popolata come oggi. All'inizio del 1900, il nostro pianeta aveva circa un miliardo di abitanti, meno di un quinto di quelli odierni. La popolazione mondiale per migliaia di anni era rimasta stazionaria: poi si è avviata una lenta crescita proseguita con alti e bassi fino al 1700. In seguito è diventata sempre più intensa e oggi esiste il problema della crescita eccessiva.
Normalmente la popolazione cresce di più dove le risorse sono abbondanti e dove l'economia più sviluppata ha migliorato le condizioni di vita. Infatti, nel corso della storia i grandi mutamenti hanno avuto profonde conseguenze sul movimento demografico.
L'agricoltura
Circa 6-7 mila anni fa venne fatta una delle più rivoluzionarie invenzioni: l'agricoltura. Per coltivare i campi, gli uomini abbandonarono il nomadismo e divennero sedentari. Grazie all'agricoltura e all'allevamento fu possibile garantire una base alimentare a un maggior numero di persone e la popolazione della Terra raggiunse, duemila anni fa, i 200 milioni di abitanti. Grazie all'agricoltura nacquero anche le prime città, la cui sopravvivenza era garantita proprio dalle risorse agricole.
La Rivoluzione industriale
Nei secoli successivi la popolazione della Terra ebbe oscillazioni dovute all'alternarsi di periodi di benessere e periodi di carestia. Fame, pestilenze, e guerre avevano decimato le popolazioni. Ma intorno alla metà del 1700 la situazione cambiò radicalmente perché allo sviluppo dell'agricoltura si unì la Rivoluzione industriale. In Europa e nell'America Settentrionale, pur tra molte disparità sociali, i progressi dell'industria migliorarono le condizioni di vita delle famiglie: le abitazioni diventarono più calde e igieniche, l'alimentazione più varie e completa, le carestie più rare. In seguito, la medicina fece passi da gigante e diminuì la mortalità, sia quella assoluta sia quella durante il primo anno di vita. Fino agli anni recenti, la crescita della popolazione è avvenuta nei paesi in cui lo sviluppo economico era maggiore.
Nati e morti nei paesi ricchi
Nei paesi ricchi le condizioni di vita sono migliori. La popolazione vive più a lungo e la durata media della vita supera i 70 anni. La mortalità è bassa, inferiore ai 10 per mille, il che significa che su mille abitanti ogni anno ne muoiono meno di dieci. Una bassa mortalità dovrebbe provocare un aumento della popolazione. Invece nei paesi ricchi non avviene così, perché un altro fenomeno contrasta questo aumento: le coppie decidono di avere pochi figli e le famiglie sono piccole. Così la natalità è pari o inferiore al 10 per mille e la popolazione resta stabile: si ha la crescita zero oppure la popolazione cresce molto lentamente. In più, dato che le persone vivono a lungo, si manifesta un fenomeno di invecchiamento della popolazione, cioè cresce il numero delle persone anziane rispetto a quelle giovani.
L'aumento degli anziani provoca conseguenze sociali importanti perché essi non producono più, mentre da un lato cresce la richiesta di pensioni, dall'altro diminuisce il numero delle persone in età lavorativa. Di conseguenza, in futuro i lavoratori attivi dovranno produrre di più per ottenere un ricchezza che basti per tutta la popolazione.
Nati e morti nei paesi sottosviluppati
Nei paesi più poveri, sia la mortalità sia la natalità sono molto elevate. In molti stati dell'America Meridionale, dell'Africa, dell'Asia la natalità supera il 30 per mille. La mortalità rimane alta, malgrado i progressi della medicina, e la durata della vita media, che non supera i 50 anni, è molto più breve di quella dei paesi ricchi. Su questi valori bassi incide la mortalità infantile, provocata dall'insufficiente nutrizione e dalla scarsa igiene durante il periodo dello svezzamento. Tuttavia la popolazione cresce a ritmi frenetici. In Brasile, un questo degli abitanti ha meno di 15 anni e la popolazione è, complessivamente, giovane. Il peso degli abitanti dei paesi in via di sviluppo sull'intera popolazione della Terra è in forte crescita.
L'incremento demografico nei paesi poveri deriva dalla persistenza del tradizionale modello di vita contadino. Per i paesi in via di sviluppo è stato più facile importare medicinali dai paesi sviluppati che trasformare i propri modelli di vita legati a precise culture. I modesti progressi economici vengono subito assorbiti dall'incremento grenetico della popolazione e il boom demografico rischia di generare il ristagno delle loro economie. Per questo alcuni governi dei paesi poveri hanno adottato politiche demografiche tese alla riduzione delle nascite.
Le politiche demografiche
I governi degli stati realizzano una politica demografica quando vogliono esercitare un'influenza sulla struttura spontanea della popolazione per farla aumentare o per non farla aumentare troppo.
In alcuni paesi europei (Francia, Belgio, Germania, Paesi Bassi), per esempio, i governi hanno incentivato le nascite con sostegni economici alle famiglie numerose. In alcuni paesi in via di sviluppo, invece, si cerca di ridurre le nascite. Per esempio, la Cina ha deciso di pianificare le nascite, anche perché ha una popolazione che supera il miliardo di persone. Si è così passati a una media di sei figli per donna a una media di tre e sono state approvate leggi che danno incentivi economici alle famiglie con un solo figlio e invece impongono tasse o altre punizioni alle famiglie che ne hanno tre o più.
Categoria:Popoli
ja:人口
ko:세계 인구
simple:Population
th:ประชากร
zh-min-nan:Jîn-kháu
Industria
L'industria, dall'inglese industries ovvero settori industriali, rappresenta l'insieme dei settori di un sistema economico, preposto alla produzione di beni materiali e servizi su larga scala, utilizzando gli studi e/o i contributi prodotti principalmente dagli studiosi di Economia industriale ed Economia aziendale.
L'industria si suddivide in molteplici specializzazioni ed è in costante mutamento adattandosi di volta in volta alle esigenze del consumo ed alle nuove tecnologie di produzione. Scopo principe dell'industria è il produrre al meglio ed al miglior rapporto costo/beneficio il bene richiesto.
Voci correlate
- Rivoluzione industriale
- Qualità
Categoria:Economia
ja:産業
simple:Industry
Repubblica Ceca
La Repubblica Ceca, da alcuni chiamata Cechia o Cekia, è uno stato dell'Europa centro-orientale che confina a sud-est con la Slovacchia, a sud con Austria, a ovest con la Germania e a nord con la Polonia.
Si è staccato nel 1993 dalla Slovacchia, con la quale prima formava la Cecoslovacchia che già dal 1990 aveva assunto il nome di Repubblica Federativa Ceca e Slovacca e fa parte della NATO e dell'Unione Europea.
La Repubblica Ceca è formata storicamente da tre grandi regioni: Boemia (ovest), Moravia (est) e Slesia (divisa con la Polonia).
Assetto Istituzionale
La Repubblica Ceca è una repubblica di tipo parlamentare multipartitica.
Il parlamento, è bicamerale formato da una Camera bassa dei rappresentanti (Poslanecká sněmovna)di 200 rappresentanti eletti con un sistema proporzionale diviso in quattordici circoscrizioni con soglia di sbarramento al 5% dei voti validi per 4 anni.La camera alta il Senato(Senàt) è composto da 81 senatori, eletti con sistema maggioritario unimominale a doppio turno:il primo turno richiede la maggioranza assoluta il secondo a maggioranza semplice tra i primi due candidati.Il Senato viene rinnovato ogni due anni di 1/3 dei suoi membri.
Il Capo dello stato viene eletto dal parlamento in seduta comune per 5 anni.
Al presidente sono assegnati specifici poteri quali:il diritto di nominare i giudici della corte costituzionale, sciogliere il Parlamento in determinate circostanze e porre il veto sulle leggi votate dal parlamento.
Inoltre nomina il primo ministro tenendo conto del risultato delle elezioni politiche, il quale dirige la politica interna ed'estera, il capo dello stato nomina gli altri membri del governo su proposta del primo ministro.
Il governo dopo che è stato nominato dal presidente deve ottenere la fiducia dal parlamento.
La più alta Corte d'Appello del paese è la Corte suprema.La corte costituzionale,è garante della costituzione, è nominata come detto prima dal presidente della repubblica ed i suoi quindici membri restano in carica per dieci anni non rinnovabili.
Suddivisione amministrativa
Immagine:CZ-cleneni.png
La Repubblica Ceca è suddivisa in 14 regioni:
Politica
Quella che segue è una lista dei partiti politici della Repubblica ceca. La scena politica è dominata da quattro grandi partiti, i restanti partiti sono piccoli e deboli.
Partiti Politici
Principali partiti
- Partito Civico Democratico (ODS - Občanská demokratická strana)
- Partito social democratico ceco (ČSSD - Česká strana sociálně demokratická)
- Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSČM - Komunistická strana Čech a Moravy)
- Unione Cristiano democratico - Partito popolare Cecoslovacco (KDU-ČSL Křesťansko-demokratická unie - Československá strana lidová)
Partiti minori con rappresentanza in parlamento
- Libera Unione-Democratica (Unie Svobody - Demokratická unie)
- Democratici europei (della Repubblica Ceca (Evropští demokraté)
- Unione degli indipendenti (SNK - sdružení nezávislých kandidátů)
- Alleanza civica democratica (Občanská demokratická aliance)
Altri partiti senza rappresentanza parlamentare
- Partito Verde (della Repubblica Ceca) (Strana zelených)
- Unita Nazionale (della Repubblica Ceca) (Národní Sjednocení)
- Patto del cambiamento (Cesta změny)
- Partito social democratico Rom (Romská Demokratická Sociální Strana)
La Bandiera
Descrizione: Due fasce orizzontali uguali una bianca (parte superiore) e di colore rosso (parte inferiore)con un triangolo isoscele blu dal lato della asta (identico alla precendente bandiera della Cecoslovacchia. I colori sono derivati dallo stemma della Repubblica Ceca - Il bianco dal leone d'argento, il rosso e il blu dall'aquila di Moravia o (e generalmente Slava) dal tricolore slovacco)
Storia
- Presidenti della Repubblica Ceca
- Primi Ministri della Repubblica Ceca
Nel VI secolo le tribù slave diedero vita al primo stato indipendente dell'europa centrale, L'impero di Samo. In seguito, nel IV secolo si formò il Ducato di Moravia. Boemia, Moravia e Slesia si unificarono sotto la dinastia dei Presmilidi (Přemysl). Il regno di Boemia aveva un significativo potere nell'Europa centrale. Nel XIV secolo il trono passò al casato dei Lussemburgo e divenne parte del Sacro Romano Impero Germanico, ma i conflitti religiosi quali le devastanti guerre Hussite nel XV Sec.D.C. e la guerra dei trent'anni nel XVII sec. D.C.. Poi successivamente nel 1526 i cechi elessero loro Re Ferdinando d'Asburgo passando sotto l'influenza degli Asburgo d'Austria diventando parte del territorio dell'Austria-Ungheria per quattro secoli. In seguito al crollo dell'Impero causato dalla prima guerra mondiale, i Cechi e i vicini Slovacchi si sono uniti ed hanno formato la repubblica indipendente della Cecoslovacchia nel 1918. Questo nuovo paese conteneva una numerosa minoranza tedesca i Sudeti, che avrebbe condotto alla dissoluzione della Cecoslovacchia quando la Germania annesse con successo la minoranza con la Conferenza di Monaco in Baviera nel 1938.
La Slovacchia proclamo l'indipendenza il 14 Marzo 1939 con l'aiuto dei tedeschi diventando uno stato satellite controllato da Hitler. Quello che rimaneva della Cecoslovacchia la Boemia e la Moravia divennero protettorato della Germania furono occupate di fatto dalle truppe tedesche. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la Cecoslovacchia venne ricostituita ed entro sotto la sfera di influenza Sovietica. Nel 1968, ci fu l'invasione dalle truppe del patto di Varsavia che pose fine agli sforzi di Alexander Dubcek e del partito comunista per creare "un socialismo dal "volto umano" durante la Primavera di Praga. Nel 1989, la Cecoslovacchia ha riconquistato la propria "libertà" con "la rivoluzione di velluto" avvenuta in modo pacifico. Il 1 gennaio 1993, il paese si è diviso pacificamente in due, generando la Repubblica Ceca comprendente la Boemia e la Moravia e la indipendente Repubblica di Slovacchia. Il paese ha aderito alla NATO nel 1999 e all'Unione europea nel 2004.
Gli sport nazionali sono l'autocross e l'hockey su ghiaccio.
Voci correlate
- Targhe automobilistiche ceche
Collegamenti esterni
- [http://www.czech.cz Sito ufficiale della Repubblica Ceca]
- [http://www.vlada.cz/ Sito ufficiale del Governo Ceco]
fiu-vro:Tsehhi
ja:チェコ
ko:체코
ms:Republik Czech
simple:Czech Republic
th:สาธารณรัฐเช็ก
zh-min-nan:Česko
ChilometroUn chilometro (simbolo: km) è una unità di lunghezza del Sistema Internazionale di unità di misura, definita come uguale a mille metri. In italiano si usano come equivalenti i termini kilometro e chilometro; spesso invece del simbolo standard km viene utilizzato Km. Il termine deriva dalle parole greche khilia = mille e metro = conteggio o misura.
Unicode dispone di simboli per "km" (㎞), per chilometro quadrato (㎢) e per chilometro cubico (㎦); tuttavia essi risultano utili solo in testi CJK (cinesi, giapponesi e coreani), nei quali hanno la stessa estensione di un carattere cinese.
Conversioni
- 1 km = 0,6213712 miglia
- 1 km = 0,54 miglia marine
- 1 km = 1093,613 iarde
- 1 km = 3280,840 piedi
- 1 km = 39370,08 pollici
- 1 metro = 0,001 km
- 1 decametro = 0,01 km
- 1 ettometro = 0,1 km
Voci correlate
- Sistema Internazionale di unità di misura
- Kilo (prefisso)
- Ordini di grandezza
Categoria:Unità di misura SI derivate
Categoria:Unità di lunghezza
simple:Kilometre
th:กิโลเมตร
Nord
Il Nord è uno dei quattro punti o direzioni cardinali. È opposto al sud e perpendicolare a est e ovest. Nello specifico della cultura occidentale, il nord è il punto cardinale principale e viene usato (esplicitamente o implicitamente) per definire le altre direzioni. (Per la natura arbitraria di questa scelta e le sue conseguenze psico-sociali, si veda boreocentrismo.)
Il nord geografico è la direzione verso l'estremità settentrionale dell'asse sul quale ruota la Terra, chiamato Polo Nord. Il Polo Nord si trova nell'Artide. Il Nord Magnetico è la direzione verso il polo nord magnetico, che si trova a una certa distanza dal Polo Nord geografico.
È la direzione a sinistra dell'osservatore orientato verso est e a destra di quello orientato verso ovest.
Voci correlate
- rosa dei venti
Categoria:Geografia
Categoria:Astronomia e Astrofisica
ja:北
simple:North
Brno
Brno (in tedesco Brünn; in italiano veniva chiamata anche Bruna), con una popolazione di 390.000 abitanti, è la seconda città della Repubblica Ceca, situata nella parte sud-orientale della nazione, alla confluenza dei fiumi Svitava e Svratka.
Storia
Brno cresce ai piedi dei colli Spielberg e Petrov, siti colonizzati dall'antichità. Nel XI secolo diventa castello dei principi feudatari della Moravia e nel XII secolo sede dei margravi della Moravia. Nel 1243 viene trasformata in città murata per opera di Venceslao I.
Nel 1435 a Brno vencono concluse le trattative tra gli abitanti di Praga, il re Sigismondo e i rappresentanti del Concilio di Basilea. Nel 1645 resiste all'attacco delle truppe svedesi guidate da Torstenson bloccando la sua avanzata verso Vienna. Nel 1742 resiste anche all'assedio delle truppe prussiane. Sul finire del 1805 viene occupata da Napoleone.
Dal 1820 al 1830 nella fortezza dello Spielberg adibita a carcere vengono rinchiusi Silvio Pellico ed altri aderenti alla Carboneria.
Con la rivoluzione industriale, la città diventa uno dei centri industriali dell'Austria. A partire dalla fine della prima guerra mondiale, Brno fa parte della Cecoslovacchia e quindi della Repubblica Ceca. Talvolta viene chiamata la Manchester ceca, perché anche oggi ospita diverse fabbriche conosciute a livello mondiale.
La città è il centro politico e culturale della regione della Moravia meridionale.
Villa Tugendhat, costruita negli anni '20, vicina al centro della città, è conosciuta come un monumento di architettura moderna, ed è stata riconosciuta come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2002.
Il famoso Circuito di Masaryk, dove si svolge tra le altre una gara del Motomondiale, è situato a nord-ovest della città.
Il particolare dialetto parlato a Brno si chiama hantec.
Personalità nate a Brno
- Kurt Gödel (1906-1978)- matematico e logico
- Leoš Janáček - compositore
- Viktor Kaplan - inventore
- Milan Kundera - scrittore
- Ernst Mach - fisico
- Jiří Mahen - scrittore
- Gregor Mendel - il fondatore della genetica
- Robert Musil - scrittore
- Arne Novák - teorico della letteratura
- Jan Skácel - poeta
Categoria:Repubblica Ceca
ja:ブルノ
ko:브르노
Praga
Praga (Praha in ceco) è la capitale e la più grande città della Repubblica Ceca. Situata sul fiume Moldava (Vltava), conta approssimativamente 1,2 milioni di abitanti. Tra i numerosi soprannomi di Praga ricordiamo: "la città dorata", "la Parigi degli anni venti negli anni novanta", "la madre di tutte le città" e "il cuore d'Europa".
Storia
Fondata alla fine del IX secolo, Praga divenne ben presto la sede dei Re di Boemia, alcuni dei quali più tardi regnarono anche come imperatori del Sacro Romano Impero. La città fiorì durante il XIV secolo sotto il regno di Carlo IV, che ordinò la costruzione della Città Nuova, del Ponte Carlo (Karlův most), della Cattedrale di San Vito, la più vecchia cattedrale gotica dell'Europa centrale, attualmente all'interno delle mura del Castello, della più vecchia sinagoga d'Europa (la Sinagoga Maisel), e dell'Università di Praga, la più vecchia università dell'Europa centrale a nord delle Alpi. A quel tempo Praga era la terza più grande città d'Europa.
Le quattro città indipendenti che precedentemente formavano Praga, vennero proclamate come unica città nel 1784. Queste quattro città erano Hradčany (il Castello, a ovest della Moldava), Malá Strana (il quartiere inferiore a sud del Castello), Staré Město (la Città Vecchia, sulla riva orientale opposta al Castello) e Nové Město (la Città Nuova, a sud-est). La città subì un'ulteriore espansione con l'annessione di Josefov nel 1850 e Vyšehrad nel 1883, agli inizi del 1922, altre 37 municipalità vennero incorporate, portando la popolazione a 676.000 unità. La maggior parte dei 50.000 ebrei di Praga morirono a causa del genocidio Nazista durante la seconda guerra mondiale.
seconda guerra mondiale
Praga ha sofferto una grossa inondazione nell'estate del 2002, durante la quale parti della città sono state evacuate. L'inondazione ha causato molti danni, ma fortunatamente senza distruggere nessuna delle bellezze principali.
Turismo
Praga è una nota città turistica. Ci sono moltissime vecchie case, molte delle quali con splendidi murali. Contiene una delle più variegate collezioni di architettura del mondo, dall'art nouveau al barocco, cubismo, gotico, neoclassico e ultramoderno. Tra le principali attrazioni turistiche troviamo Staré Město, alcuni luoghi legati a Franz Kafka, Malá Strana, Hradčany con la Cattedrale di San Vito, il Ponte Carlo, il Muro di Lennon e il vecchio cimitero ebraico..
Cultura
Praga è un tradizionale centro culturale, ospita molti teatri (incluso il Teatro Nazionale), teatri dell'opera, sale da concerto, gallerie e club musicali. È anche sede dei più importanti uffici e istituzioni della Repubblica Ceca, tra cui la sede della Presidenza, del Governo, e di entrambe le case del Parlamento. Oltre all'Università di Carlo, la città è sede di altre sette università e collegi, compresa l'Università Tecnica Ceca (CVUT) fondata nel 1707.
Trasporti
1707
L'infrastruttura dei trasporti pubblici consiste di tre linee sotterranee della metropolitana, oltre a linee di tram e autobus.
Praga è servita dal Ruzyne International Airport, che è l'hub della compagnia di bandiera, CSA Czech Airlines.
Popolazione nel tempo
1230: circa 3-4.000 abitanti 1
1370: circa 40.000 2
1600: circa 60.000 2
1804: 76.000 abitanti
1837: 105.500
1850: 118.400 (157.200 compresi i sobborghi)
1880: 162.300 (314.400 compresi i sobborghi)
1900: 201.600 (514.300 compresi i sobborghi)
1925: 718.300
1950: 931.500
1980: 1.182.800
1998: 1.193.300
2001: 1.169.100
Note:
:1 Solo Staré město
:2 Quartieri di Staré město, Nové město, Malá Strana e Hradčany;
Voci correlate
- Primavera di Praga
Categoria:Capitali di stato
Categoria:Città della Repubblica Ceca
Categoria:Patrimoni dell'umanità nella Repubblica Ceca
Categoria:Praga
ja:プラハ
ko:프라하
simple:Prague
CittàQuesto articolo tratta la città nel senso dell'urbanistica; per altri significati del termine città vedi Città (disambigua)
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Una città è un'insediamento umano esteso e stabile, un'area urbana che si differenzia da un paese o un villaggio per dimensione, densità di popolazione, importanza o stato legale. Il termine italiano città deriva dall'analogo latino civitas, e deriva dalla stessa etimologia di civiltà.
Introduzione
In genere una città consiste di aree residenziali, industriali e commerciali nonché di funzioni amministrative che possono anche interessare una più ampia area geografica. La maggior parte dell'area di una città è occupata dal tessuto urbano (case, vie, strade); laghi, fiumi ed aree verdi sono spesso minoritarie.
In Italia, il termine città è assegnato ad un comune con un decreto del Presidente della Repubblica. Un'unica definizione generale di città, nel mondo, non esiste. Il termine può essere usato per una località urbana la cui popolazione è superiore ad un dato limite o per una località urbana dominante su altre nella stessa area in termini economici, politici o culturali. Benché città sia adatto ad una realtà comprendente aree suburbane e satellite, il termine non è adatto per indicare un agglomerato urbano di entità distinte né per indicare una più vasta "area metropolitana" composta da più città, in cui ognuna funge da centro per la propria parte.
Nel Regno Unito ad esempio, una city è un comune che è noto come città da "tempo immemore", o che ha ricevuto lo status di città tramite statuto reale — il quale viene normalmente concesso in base alle dimensioni, all'importanza o a connessioni con la monarchia (indicatori tradizionali sono la presenza di una cattedrale o di una università). Alcune città sedi di Cattedrale, ad esempio St. David's nel Galles, sono abbastanza piccole, e non sono conosciute come città. Un sistema simile esisteva nei Paesi Bassi del medioevo, dove un signore concedeva a degli insediamenti certi diritti (diritti cittadini) che altri invece non possedevano. Questi comprendevano il diritto di innalzare fortificazioni, tenere mercati o darsi una corte di giustizia.
Un fenomeno interessante è quello statunitense, nel quale il termine "città" viene applicato in generale a tutti gli insediamenti. Una ragione possibile è che, quando l'America venne colonizzata, i nuovi abitanti diedero entusiasticamente il nome di "città" ai loro nuovi insediamenti, predicendo (giusto o sbagliato che fosse) che questi sarebbero un giorno diventati molto grandi. Ad esempio, Salt Lake City era un villaggio di 148 anime, che immediatamente pianificò un sistema stradale e fondò Great Salt Lake City. Un secolo e mezzo dopo, il villaggio ha raggiunto in effetti le dimensioni di cuna città.
La stessa prassi di attribuire il titolo di città anche ad insediamenti piuttosto piccoli è giustificata in maniera generale da alcuni filoni di pensiero dell'urbanistica e della sociologia urbana secondo cui il titolo di città è subordinato non alle dimensioni dell'abitato o al numero di abitanti, bensì al verificarsi del cosidetto "problema-città", ovvero al manifestarsi di un'esigenza o di un'opportunità di vita sociale comune, e di conseguenza al costituirsi di una comunità socialmente coesa. In tale senso sono da considerarsi città anche tutti i centri rurali, tutte le frazioni, tutti i paesi montani che possano dimostrare l'esistenza di una comunità radicata nel territorio che identifica il piccolo centro abitato come centro della vita sociale. Sono quindi città in questo senso anche tutti i centri di fondazione, anche se (inizialmente o definitivamente) caratterizzati da un perimetro urbano minimo e da una popolazione ridotta.
Il titolo di città attribuito con questo criterio è evidentiemente non insindacabile.
Geografia
centri di fondazione
Le città hanno geografie diverse. Spesso sono sulla costa e hanno un porto, o sono situate nei pressi di un fiume, ottenendone un vantaggio economico. I trasporti mercantili su fiumi e mari erano (e in molti casi sono ancora) più economici e più efficenti del trasporto su strada su lunghe distanze.
I nuclei delle vecchie città europee, che non sono stati massicciamente ricostruiti, tendono ad avere centri cittadini dove le strade sono disposte in ordine sparso, senza un apparente piano strutturale. Questa è un'eredità di sviluppi organici e non pianificati. Oggi questa struttura viene tipicamente percepita dai turisti come curiosa e pittoresca.
La pianificazione delle città moderne ha visto molti schemi differenti su come l'agglomerato urbano debba apparire. La struttura più comune è quella a griglia, quasi una regola in parti degli Stati Uniti, ed utilizzata per centinaia di anni in Cina. Altre forme possono includere una struttura radiale, nella quale molte strade convergono in un punto centrale, spesso effetto di crescite successive su un lungo periodo di tempo, con tracce concentriche di mura cittadine e cittadelle, a cui recentemente si sono aggiunte tangenziali che portano il traffico al di fuori del centro urbano. Molte città olandesi sono struttuate in questo modo: una piazza centrale circondata da canali concentrici. Ogni espansione della città implica una nuova cerchia (canali e mura cittadine). In città come Amsterdam e Haarlem questa struttura è ancora chiaramente visibile.
Storia delle città
Città e cittadine hanno una lunga storia, sebbene ci siano diverse opinioni riguardo ai casi in cui un certo particolare insediamento antico possa essere considerato una città. Le prime vere città sono a volte indicate come grandi insediamenti nei quali gli abitanti non si limitavano a coltivare le terre circostanti, ma cominciavano ad avere occupazioni specializzate, e nelle quali il commercio, l'immagazzinamento dei cibi ed il potere erano centralizzati. Le società basate sulla vita nelle città vengono spesso chiamate civiltà.
Secondo questa definizione, le prime città di cui abbiamo notizia erano situate in Mesopotamia, come Uruk e Ur, o lungo il Nilo, la vallata dell'Indo e la Cina. Prima di queste sono rari gli insediamenti che raggiungessero dimensioni significative, sebbene ci siano eccezioni come Gerico, Çatalhöyük e Mehrgarh.
La crescita degli imperi antichi e medioevali condusse a città capitali o sedi delle amministrazioni provinciali ancora più grandi: Roma, la sua emula orientale, Costantinopoli e le successive capitali cinesi e indiane si avvicinarono al mezzo milione di abitanti o lo superarono. Allo stesso modo, anche in altre aree emersero grandi centri amministrativi e cerimoniali, sebbene a scala minore.
Durante il Medioevo europeo, una città era tanto un entità politica quanto una raccolta di case. La residenza cittadina portava alla libertà dai tradizionali doveri rurali verso il signore e verso la comunità: "Stadtluft macht frei" ("L'aria di città ti rende libero"), in Germania era un detto. Nell'Europa continentale non erano infrequenti le città con una loro propria legislazione, con le leggi cittadine che costituivano un codice separato da quello per le campagne, e il signore cittadino spesso differiva da quello del territorio circostante. Nel Sacro Romano Impero, cioè la Germania medioevale e l'Italia, alcune città non avevano altro signore che l'imperatore.
In casi eccezionali, come quelli di Venezia, Genova o Lubecca, le città stesse divennero stati potenti, che a volte prendevano sotto il loro controllo le aree circostanti, oppure stabilivano estesi imperi marittimi, sebbene questo possa aver talvolta impedito il successivo sviluppo di un ampio stato nazionale con la sua economia. Simili fenomeni si ripeterono anche altrove, come è il caso di Sakai, che godette di una considerevole autonomia nel Giappone tardo medioevale.
La maggior parte delle città erano di gran lunga più piccole, tanto che nel 1500 solo circa due dozzine di località nel mondo ospitavano più di 100.000 abitanti: ancora nel 1700 ce n'erano meno di cinquanta, una quota che sarebbe poi salita a 300 nel 1900. Una piccola città del primo periodo moderno poteva ospitare solo 10.000 abitanti e le cittadine ancora di meno.
Mentre le città-stato del Mediterraneo o del Mar Baltico andavano languendo a partire dal XVI secolo, le maggiori capitali d'Europa beneficiavano della crescita del commercio che era seguita all'emergere di un'economia atlantica, alimentata dall'argento del Perù, Nel XVIII secolo, Londra e Parigi rivaleggiavano con le ben sviluppate tradizionali capitali regionali di Baghdad, Pechino, Istanbul e Kyoto.
Lo sviluppo della moderna industria a partire dalla fine del XVIII secolo produsse massicce urbanizzazioni e portò alla crescita di nuove grandi città, prima in Europa e poi nel resto del Mondo: le nuove opportunità producevano infatti un alto numero di immigranti dalle comunità rurali nelle aree urbane. Oggi la popolazione mondiale è urbana per circa metà, con milioni di persone che ogni anno continuano a riversarsi nelle città in crescita dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina.
Concezioni moderne
Approccio tradizionale
Per lungo tempo è stata accettata ed adottata una definizione lineare universale delle città; ma dato che questo approccio ha difficoltà nello spiegare una serie di aspetti della vita urbana, tra cui la diversità tra le città, sono state cercate nuove vie. Nacque così una nuova definizione, influenzata dal pensiero post-strutturalista: l'uso del concetto di spazio è possibile non solo per colmare le lacune della vecchia definizione, ma per rimpiazzarla completamente.
Tre caratteristiche sono state identificate per definire una città: il numero di abitanti nell'area considerata (densità di popolazione), la rete di collegamenti, oltre ad un particolare stile di vita. Nessuno di questi aspetti da solo può fare di un luogo una città.
Fino a poco tempo fa le città venivano analizzate quasi esclusivamente come fossero parti a se stanti in progressione lineare. A cominciare dalle città-stato in Grecia, questo approccio veniva applicato su ogni città in ogni luogo e si credeva fosse solo una questione di tempo prima di arrivare allo stadio successivo lungo il percorso di sviluppo predefinito. Per ogni stadio si identificava un luogo esemplare. Passo dopo passo, da Atene a Venezia, poi a Londra fino a Los Angeles, definita come l'ultimo stadio della città postmoderna. Ma un simile approccio vede ogni urbe come una singola entità statica, e può studiarne gli aspetti svincolati dallo spazio e dal tempo. Ciò conduce a un costrutto teorico con ben poche connessioni all'aspetto reale della questione, che viene considerato semplicemente come fonte di esempi poco limpidi. A dispetto delle evidenti controindicazioni questo metodo è ancora comune tra studiosi e scrittori.
Difetti del metodo
Nonostante la sua diffusa accettazione, questo approccio tradizionale alle città possiede seri difetti. In primo luogo, non considerandone l'ultimo stadio, era completamente eurocentrico. Si pensava che ogni città del mondo potesse essere paragonata a uno degli stadi passati di una città europea. In secondo luogo non esisteva una spiegazione concreta di come e quando avvenissero i cambiamenti, di come si raggiungesse uno stadio successivo nella linea evolutiva. Sembrava non fosse necessario seguire i cambiamenti di una città, bastava rivolgere l'attenzione su di un altro esemplare. In terzo luogo, la visione svincolata delle città pone dei problemi. Implica che la storia, la cultura e i collegamenti di un luogo non lo influenzino, il che è quantomeno discutibile. Alcuni pensatori sostengono che una storia che ignori i collegamenti è necessariamente incompleta. Quarto, l'approccio tradizionale non definisce cosa costituisce una città. Non è chiaro perché un luogo venga definito città mentre un altro no. Lewis Mumford nel 1937 sostenne una dimensione sociale, descrivendo le città come plessi geografici. Infine, vedere le città come corpi singoli non coglie la moderna concezione, che sostiene che esiste più di una storia per un luogo. La città di un aristocratico differirà certamente da quella di uno schiavo. Questo riflette altresì lo spostamento dalla singola storia della élite dei potenti a una percezione multidimensionale della storia. La nozione dei ritmi cittadini è stata introdotta per evidenziare i diversi aspetti della vita cittadina.
Un approccio moderno
Come approccio moderno alle città, l'attuale pensiero urbano si ripromette di soddisfare queste esigenze.
La nuova percezione della città è dovuta soprattutto ad una maggiore attenzione alle connessioni del sistema-città e alle sue divisioni interne. Usando questo nuovo pensiero spaziale si può comprendere come molteplici aspetti del pensiero tradizionale manchino di una spiegazione soddisfacente.
Un aspetto decisivo del pensiero spaziale riguarda le connessioni della città. Ciò permette di spiegare il carattere unico di un determinato luogo. I siti vengono visti in interconnessione con una rete culturale, economica, commerciale o storica, e non trattano allo stesso modo tutti gli agglomerati urbani. Quindi, mentre Londra e Tokyo sono collegate da un punto di vista economico attraverso la borsa, Stoccolma e Graz lo sono attraverso il legame culturale di Capitale Europea della Cultura.
Queste reti si sovrappongono e si concentrano nelle città. Presumibilmente tale concentrazione di reti crea un feeling unico in un luogo. Le suddette reti, comunque, non collegano solo le città fra di loro, ma anche con i loro dintorni. La nozione di "impronta cittadina" riflette l'idea che la città da sola non sia sostenibile: dipende dai prodotti dei dintorni, necessita di collegamenti commerciali e connessioni per la viabilità economica. Osservando le reti diviene possibile spiegare l'ascesa e la caduta delle città. Questo ha a che fare con l'importanza delle connessioni, e può essere ben illustrato con l'arrivo dei colonizzatori spagnoli nelle Americhe. In breve tempo le connessioni con Madrid divennero più importanti di quelle con l'antica capitale Tenochtitlán.
La concentrazione delle reti nelle città può essere usata come spiegazione per l'urbanizzazione. È l'accesso a determinate reti che attrae le persone. Così come varie reti si uniscono spazialmente in un'area delimitata, la popolazione si riunisce nelle città. Allo stesso tempo questa concentrazione di persone implica l'introduzione di nuove reti, come i collegamenti sociali, ed aumenta la creazione di nuove possibilità all'interno delle città. I movimenti sociali urbani sono uno dei diretti risultati di questa possibilità di creazione di nuove connessioni. È l'apertura verso nuove connessioni a rendere le città sia attraenti che - fino ad un certo punto - imprevedibili.
Un altro aspetto importante del pensiero urbano moderno è l'osservazione delle divisioni interne alla città. Questa differenziazione interna è collegata alle connessioni esterne della città. Essendo luoghi di incontro della storia, le città sono ibride ed eterogenee. Sono ibride perché le connessioni che uniscono i luoghi sono bilaterali, e implicano un dare e ricevere in ambedue le direzioni. Sono eterogenee per il dinamismo delle città. I nuovi incontri sono processi in divenire, in cui le relazioni sociali e le differenze vengono costantemente negoziate e delineate, riflettendo il potere disuguale coinvolto.
Né le differenziazioni interne né le connessioni e le reti di un luogo definiscono da sole una città. Le divisioni interne sono causate da collegamenti esterni, ma allo stesso tempo i collegamenti verso l'esterno aprono la possibilità di nuove divisioni sociali. Divisioni e connessioni sono intrecciati in ogni città, e si può approcciare la complessità delle città solo considerando ambedue gli aspetti del pensiero spaziale. L'immigrazione illustra efficacemente questa interconnessione delle reti esterne e delle divisioni interne. Le reti concentrate nel cuore della città attraggono gli immigranti. Al suo arrivo il nuovo venuto porta con sé le sue storie, estendendo nuove reti e rafforzando quelle esistenti. Allo stesso tempo la sua storia offre opportunità per identificarsi o similmente per escluderlo. Divisione e collegamento viaggiano mano nella mano. Il pensiero urbano moderno, influenzato dal pensiero post-strutturalista, piuttosto che eradicare queste tensioni e contraddizioni dal costrutto teorico, spiega ambedue gli aspetti. I corpi statici universali sono soppiantati da reti multidimensionali, che consentono fluidità e dinamismo.
Le città globali
Le città globali sono il centro di snodo per commerci, finanza, attività bancarie, innovazioni e sbocchi economici. Il termine "città globale", che differisce da "megalopoli", fu coniato da Saskia Sassen in un seminario di lavoro del 1991. Se "megalopoli" si riferisce a città di enormi dimensioni, una "città globale" è invece una metropoli di gran potere o influenza. Le città globali, secondo la Sassen, hanno molto più in comune le une con le altre che con le città coesistenti nella medesima nazione. New York, Tokyo, Parigi, Londra, Seul, Pechino, Shangai e Bruxelles sono normalmente considerate come città globali, ma il termine viene applicato anche ad altre metropoli.
La nozione riguarda il potere della città creato al suo interno. È vista come un vero e proprio contenitore dove vengono concentrate abilità e risorse e la città con più successo è proprio quella che riesce ad incanalarne una gran parte. Questo la rende più potente in termini di influenza su quel che avviene nel mondo. Seguendo quest'ottica è possibile suddividere le metropoli del mondo gerarchicamente (John Friedmann and Goetz Wolff, "World City Formation: An Agenda for Research and Action", International Journal of Urban and Regional Research 6, no. 3 (1982): 319.).
Chi critica tale considerazione punta sulla differenza di ambiti del potere. Il termine "città globale" si focalizza sull'economia. Città come Roma invece sono potenti da un punto di vista religioso. Inoltre, c'è chi ha avuto da ridire sul fatto che una città in se potesse esser vista quasi come fosse un attore.
Nel 1995 Kanter introdusse una nuova teoria, ovvero che le città di successo possono essere identificate da tre fattori. Una città deve essere un'abile pensatrice (idee), buona creatrice (competenza) o un'abile commerciante (rete di mercati). L'interscambio tra questi tre elementi dimostra che le buone città non sono progettate ma gestite.
Effetti sull'ambiente
È noto che le città moderne creano un proprio microclima. La causa di ciò è la diffusione nelle stesse di ampie superfici rigide che si scaldano al sole e che incanalano l'acqua piovana in condotti sotterranei. Per questo il clima è spesso più ventoso e più nuvoloso di quanto non sia nella campagna circostante. D'altro canto, poiché tali fenomeni tendono a riscaldare le città rispetto alle campagne (formando il cosiddetto scudo termico cittadino, o isola termica cittadina), i tornado aggirano spesso gli agglomerati urbani. Inoltre i paesi o le cittadine possono causare effetti meteorologici di un certo rilievo legati alle correnti d'aria.
I rifiuti e le fognature sono due problemi rilevanti per le città, così come l'inquinamento dell'aria proveniente dai motori a combustione interna (v. anche trasporto pubblico). L'impatto delle città su altri luoghi, siano questi l'hinterland o luoghi più remoti, viene considerato nel concetto di impronta ecologica della città.
La "città interna"
Articolo specifico in inglese: Inner city
Negli USA e in Gran Bretagna il termine "città interna" viene usato in alcuni contesti per definire un'area, quasi un ghetto, in cui gli abitanti sono meno eruditi e benestanti e dove il tasso di criminalità è più elevato. Tali connotazioni sono meno comuni negli altri Paesi occidentali, dove aree depresse si riscontrano in parti diverse degli agglomerati urbani. E in effetti si può assistere al fenomeno inverso, con l'afflusso di popolazione alto-borghese in aree centrali della città, originariamente di basso livello (questo fenomeno in inglese viene definito gentrification - ad esempio in Australia la denominazione suburbano esterno si riferisce a persona poco sofisticata nei modi e nel livello culturale. A Parigi il centro città è la parte più ricca dell'area metropolitana, dove le abitazioni sono più care e dove vive la popolazione a più elevato reddito.
In particolar modo negli USA è diffusa una cultura di anti-urbanizzazione, che alcuni fanno risalire a Thomas Jefferson, che scrisse che "Le folle delle grandi città contribuiscono al supporto del puro governo come le piaghe aiutano la forza di un corpo umano". Parlando degli uomini d'affari che portavano le industrie manufatturiere nelle città, incrementando quindi la densità di popolazione necessaria per fornire forza lavoro, scrisse "i produttori delle grandi città ... hanno generato una tale depravazione nella morale, una tale dipendenza e corruzione che li rendono un'aggiunta indesiderabile ad un Paese la cui morale è solida". L'attitudine anti-urbana moderna si ritrova negli Stati Uniti sotto forma di una pianificazione che continua a impegnare aree suburbane a bassa densità di popolazione, nelle quali l'accesso alle attività per il tempo libero, al lavoro e agli acquisti viene fornito qualsi esclusivamente attraverso l'uso dell'auto, e non a piedi.
Esiste comunque un movimento crescente nel Nordamerica chiamato "Nuovo Urbanismo", che sostiene un ritorno ai metodi tradizionali di pianificazione urbana, nei quali una gestione a zone di tipo misto consenta agli abitanti di accedere camminando da un tipo di uso dello spazio ad un altro. L'idea di fondo è che gli spazi abitativi, dedicate agli acquisti, agli uffici e alle attività ricreative siano disponibili a breve distanza, riducendo la richiesta di strade carrozzabili e quindi aumentando l'efficienza e la funzionalità del trasporto pubblico.
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Il contributo iniziale per la stesura di questo articolo è stato fornito dalla traduzione di City da Wikipedia in Inglese
Voci correlate
Saggi
- La città (The City), saggio di sociologia di Max Weber
- Città Sostenibile
Narrativa e media
- Anni senza fine (City), romanzo di fantascienza di Clifford D. Simak
- The City (film)
- The City (serie tv)
Liste
- Città del Mondo
Voci correlate
- Infrastruttura
- Patrimoni dell'umanità
Collegamenti esterni
- [http://www.populationdata.net/palmaresvilles.html All 1M+ major urban areas]
- [http://www.p.lodz.pl/I35/personal/jw37/EUROPE/europe.html Place Names of Europe]
- [http://www.nationmaster.com/graph-T/geo_lar_cit&int=-1&b_ac=1 Most populous city of each country]
- [http://www.nationmaster.com/graph-T/geo_lar_cit_pop_cap&int=-1 For each country, part of its population that lives in its most populous city] (with some odd figures due to the comparison of data of different years)
- [http://www.nlc.org/nlc_org/site/ The National League of Cities] (United States)
- [http://etext.lib.virginia.edu/cgi-local/DHI/dhi.cgi?id=dv1-52 Dictionary of the History of ideas:] The City
Categoria:Città
Categoria:Urbanistica
ja:都市 simple:city tokipona:ma tomo zh-tw:市(繁) zh-cn:市
1905
Eventi
- 23 febbraio - Stati Uniti: a Chicago Paul Harris dà vita, insieme a tre amici, al primo Rotary club.
- 22 aprile - Italia: istituzione dell'Azienda delle Ferrovie dello Stato.
- 9 dicembre - Francia: entra in vigore la legge sulla laicità dello stato. Il primo articolo garantisce la "libertà di coscienza e il libero esercizio dei culti". Nel secondo si precisa che "la Repubblica non garantisce né il salario né le sovvenzioni ad alcun culto".
Nati
- 8 gennaio - Carl Gustav Hempel, filosofo tedesco († 1997)
- 19 marzo - Albert Speer, architetto tedesco e ministro nella Germania nazista († 1981)
- 23 marzo - Joan Crawford, attrice statunitense († 1977)
- 21 giugno - Jean-Paul Sartre, filosofo e scrittore esistenzialista († 1980)
- 5 luglio - Isa Miranda, attrice italiana
- 28 luglio - Omobono Tenni, grande pilota motociclistico († 1948)
- 2 agosto - Mirna Loy, attrice statunitense
- 1 settembre - Elvera Sanchez, ballerina statunitense († 2000)
- 18 settembre - Greta Garbo, attrice svedese († 1990)
- 30 settembre - Henry Pearce, canottiere australiano († 1976)
- 2 ottobre - Fumiko Enchi, scrittrice giapponese († 1986)
- 6 ottobre - Helen Wills Moody, tennista statunitense († 1998)
- 12 ottobre - Joseph Kosma, compositore francese di origine ungherese († 1969)
- 1 novembre - Aldo Fabrizi, attore italiano († 1990)
- 5 novembre - Louis Rosier, pilota automobilistico francese
- 9 novembre - Erika Mann, saggista ed autrice figlia di Thomas Mann († 1969)
Morti
- 14 gennaio - Ernst Abbe, fisico e matematico tedesco (n. 1840)
- 24 marzo- Jules Verne, scrittore francese (n. 1828)
- 19 agosto - William-Adolphe Bouguereau, pittore francese (n. 1825)
- 14 settembre - Pietro Savorgnan di Brazzà, esploratore (n. 1852)
- per la pace: Bertha von Suttner
- per la letteratura: Henryk Sienkiewicz
- per la fisica: Philipp Eduard Anton Lenard
- per la chimica: Johann Friedrich Wilhelm Adolf Von Baeyer
- per la medicina: Robert Koch
005
ja:1905年
ko:1905년
simple:1905
th:พ.ศ. 2448
2005
Eventi
- Cork è capitale europea della cultura
- Anno Internazionale della Fisica
- Anno Europeo del Ricercatore
- Centenario dalla prima dichiarazione della relatività di Einstein
- 50 anni dalla morte di Einstein
- 60 anni dal lancio della bomba di Hiroshima
Cronaca
Gennaio
[da completare]
Febbraio
Marzo
- 5 marzo
- Italia: Alla 55° edizione del Festival di Sanremo vince Francesco Renga con la canzone Angelo, seguito da Toto Cutugno e Annalisa Minetti con Come noi nessuno al mondo e terza Antonella Ruggiero con Echi di infinito.
- 31 marzo
- Washington: Muore Terri Schiavo, dopo aver vissuto per 15 anni in coma vegetativo. Il 18 marzo il marito Michael aveva ottenuto dal Tribunale di poter interrompere l'alimentazione artificiale della moglie, malgrado i genitori della donna fossero decisamente contrari. La lenta morte della donna diventa un grande caso mediatico sia negli USA che nel resto del mondo.
- Principato di Monaco: Il principe Alberto assume la reggenza succedendo al padre malato, Ranieri III di Monaco, il quale si spegnerà il successivo 6 aprile.
Aprile
- 2 aprile
- Città del Vaticano: dopo due giorni di agonia, muore Papa Giovanni Paolo II. Quando viene data la notizia ufficiale, le migliaia di persone raccolte spontaneamente davanti alla Basilica di San Pietro piangono e poi esplodono in un applauso.
- 8 aprile
- Città del Vaticano: si svolgono i funerali di Papa Giovanni Paolo II, davanti a quasi tutti i capi di stato del mondo e ad una folla di 600 mila fedeli. L'evento è stato seguito dalle TV di tutto il mondo.
- 18 aprile
- Inizia il Conclave 2005 per l'elezione del successore di Giovanni Paolo II.
- 19 aprile
- Conclave 2005: alle 17.50 fumata bianca; alle 18.04 circa i rintocchi a festa delle campane della Basilica di San Pietro tolgono i dubbi alla grande folla raccolta in Piazza San Pietro: il nuovo Papa è stato eletto al 4° scrutinio. Si tratta del cardinale tedesco Joseph Ratzinger, salito al soglio di Pietro con il nome di Papa Benedetto XVI. L'annuncio dellHabemus Papam è stato dato alle ore 18.41.
- 24 aprile
- Stato della Città del Vaticano: Papa Benedetto XVI celebra la Messa d'inizio Pontificato in Piazza San Pietro, davanti a migliaia di fedeli, durante la quale riceve il pallio e l'Anello del Pescatore.
- 25 aprile
- Ad Amagasaki, in Giappone, un treno deraglia e si schianta contro un palazzo; si contano quasi 100 morti e più di 400 feriti.
- 28 aprile
- Silvio Berlusconi ottiene dal Senato la fiducia per il suo terzo governo il giorno dopo averla ottenuta anche dalla Camera dei deputati.
Maggio
- 3 maggio
- Italia: la Cassazione assolve Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni dall'accusa di essere i responsabili della strage di Piazza Fontana.
- 4 maggio
- Iraq: a Erbil il gruppo terroristico Ansar al Sunna compie un attentato contro le reclute della polizia; bilancio di 60 morti e 150 feriti.
- 16 maggio
- Kabul: Viene rapita l'operatrice umanitaria italiana Clementina Cantoni. Due giorni dopo in un video si afferma che la donna è ferita, ma esso viene giudicato poco credibile dalla polizia afghana e dai diplomatici italiani. Intanto molti si mobilitano per la sua liberazione, in particolare le donne afghane.
- 19 maggio
- Cuba:due deputati dell'Unione Europea, attesi al meeting dell'opposizione, vengono respinti all'aeroporto di Varadero. Polemiche in Europa.
- 20 maggio
- Cuba: nuova ondata di espulsioni ed arresti nella repressione del governo contro gli osservatori stranieri. Fra gli arrestati anche Francesco Battistini, inviato del Corriere della Sera. L'Unione Europea minaccia la revoca dell'embargo.
Giugno
- 6 giugno
- Milano: una ragazza, mentre era in macchina col suo ragazzo nella zona Ripamonti, viene sequestrata a violentata da 5 nomadi romeni, che verranno arrestati nei giorni seguenti.
- 7 giugno
- L'Unione Europea apre la procedura sul deficit contro l'Italia
- Bolivia: una rivolta dei contadini e dei minatori provoca le dimissioni del presidente Carlos Mesa
- 8 giugno
- Italia: secondo il rapporto annuale della presidenza del Consiglio al Parlamento in Italia il primo spinello si fuma ormai a 11 anni ed è 4/5 volte più potente di quelli di vecchia generazione. Diminuisce l'uso di siringhe e delle droga di gruppo.
- 9 giugno:
- Bolivia: Eduardo Rodríguez diventa nuovo presidente.
- Kabul: Clementina Cantoni, sequestrata il 16 maggio in Afghanistan, viene rilasciata dai suoi rapitori.
- 20 giugno
- Napoli: circa 200 persone assalgono alcuni agenti di polizia che tentano di effettuare l'arresto di due rapinatori. 12 agenti feriti.
- 22 giugno
- La Spezia: 10 ex appartenenti all'esercito nazista sono condannati all'ergastolo in quanto giudicati responsabili della strage di Sant'Anna di Stazzema.
- 27 giugno
- Bogogno (NO): Angelo Sacco uccide 3 persone.
- 30 giugno
- Madrid: il parlamento spagnolo approva la legge che consente alle coppie omosessuali di sposarsi e di adottare bambini.
Luglio
- 1 luglio: compleanno di mia sorella e mio.
- 2 luglio
- Ihab al Sherif, diplomatico egiziano (che sarebbe dovuto diventare il primo ambasciatore in Iraq), viene rapito da alcuni terroristi mentre si stava recando a comprare i giornali.
- 7 luglio
- Quattro esplosioni avvenute su diversi mezzi pubblici (metropolitana e autobus) in più parti della città sconvolgono Londra, proprio il giorno dopo l'assegnazione alla città inglese delle Olimpiadi del 2012, nel turno di presidenza dell'Inghilterra all'Unione Europea e durante la riunione dei G8 a Gleneagles, in Scozia. Il bilancio dell'attacco terroristico è pesante: si contano a 55 morti e 700 feriti.
- L'Egitto conferma la morte del diplomatico Ihab al Sherif, diffusa in un video girato dai guerriglieri che lo avevano rapito.
- 12 luglio
- Gran Bretagna: identificati gli attentatori: sono 4 giovani di Leeds di origine pakistana.
- Israele: a Netanya un kamikaze palestinese si fa saltare in un centro commerciale provocando 4 morti.
- Beirut: un autobomba ferisce il ministro della Difesa, il filo-siriano Elias Murr; morti 2 agenti della scorta.
- Barcellona: esplode una bomba all'Istituto culturale Italiano; muore un cane poliziotto, ferito un artificiere. Si segue la pista anarchica.
- 13 luglio
- La Francia sospende il Trattato di Schengen
- Italia: perquisizioni anti-terrorismo portano a 174 fermi di polizia
- Baghdad: autobomba contro dei bambini in fila per ricevere caramelle dai soldati statunitensi; 27 morti.
- 14 luglio
- Londra: gli investigatori giungono alla conclusione che l'attentato è stato organizzato da Al Qaeda. Spunta fra gli organizzatori una nuova persona: un inglese di origine giamaicana.
- Nassiriya: l'alpino Davide Casagrande muore in un incidente stradale.
- Kenya: assassinato monsignor Luigi Locati, vescovo di Isiolo. Gli assassini sono arrestati il giorno dopo.
- Kenya: in uno scontro tribale a Turbi per il controllo dell'acqua muoiono 76 persone.
- 15 luglio
- Egitto: arrestato il mandante dell'attentato di Londra del 7 luglio. L'attacco alla capitale britannica è stato progettato in Pakistan.
- Baghdad: fallisce un attentato con autobomba al presidente iracheno Jalil Talabani; muoiono 3 guardie del corpo.
- Iraq: 20 morti in tre diversi attentati nel Paese.
- Barcellona: bomba contro concessionario d'auto italiano; nessun danno grave.
- 16 luglio
- Turchia: attentato contro un minibus nel centro turistico di Kusadasi; si contano 5 morti, sospettato il Pkk.
- Iraq: un attentato alla moschea sciita di Musayb provoca 100 morti; ad Amarah vengono uccisi tre soldati britannici.
- 17 luglio
- Londra: identificato il corpo di Benedetta Ciaccia, l'italiana morta nell'attentato del 7 luglio.
- Afghanistan: arrestato uno dei presunti rapitori di Clementina Cantoni.
- Guinea Equatoriale: precipita un aereo in un volo interno al Paese, 55 morti.
- Islamabad: uccisi 17 militanti islamici di origine straniera.
- Iraq: le Brigate Al Masri minacciano gli occupanti dando un ultimatum di un mese.
- Roma: il Governo riduce del 15% gli uomini destinati alle scorte per fronteggiare il terrorismo.
- Israele: i palestinesi lanciano colpi di mortaio contro gli insediamenti ebraici nel Negev e su Sderot. Ariel Sharon reagisce schierando l'esercito al confine con la striscia di Gaza.
- 18 luglio
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